domenica 21 novembre 2010

Marca e Friuli : è guerra dell'acqua

IL GAZZETTINO



Mauro Favaro


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Domenica 21 Novembre 2010,
Scoppia la guerra dell'acqua tra la Marca e il Friuli. E la battaglia corre sul fronte del Livenza. Ieri i sindaci dei comuni colpiti dall'alluvione della provincia di Treviso, assieme a quelli di Venezia e Belluno, si sono incontrati al Sant'Artemio con il commissario all'emergenza, Mariano Carraro. La riunione era tecnica e doveva servire a indicare le strade per inoltrare le richieste di rimborso dei danni. Ma dalla burocrazia si è presto passati alla polemica politica. «Il Friuli va messo davanti alle proprie responsabilità: non è possibile che abbiano rinforzato gli argini dei fiumi sino al confine con il Veneto e che poi scarichino tutti i problemi a noi - tuona il sindaco di Motta di Livenza, Paolo Speranzon, costretto davanti alla piena a far evacuare l'ospedale e una casa di riposo - neppure nell'emergenza c'è stato lo scambio di informazioni necessario».
Se il fronte dello scontro istituzionale è quello del Livenza, il casus belli è sempre quello della «traversa di Colle»: la cassa di espansione da 40 milioni di metri cubi d'acqua che dovrebbe essere costruita a nord di Pordenone, per dar finalmente respiro al fiume che attraversa Meduna e Motta, ma che costa un bel po’ e che la Regione autonoma guidata da Renzo Tondo non vede di buon occhio. «Nei momenti di emergenza lo scambio di informazioni dovrebbe essere semplice e immediato: serve un accordo a riguardo - rincara la dose il presidente Muraro - adesso siamo costretti a telefonare o a mandar fax per conoscere la situazione in montagna, che poi si riversa in pianura, mentre i dati dovrebbero essere subito in rete». Cambiando fronte si passa dalle polemiche per i contrasti a quelle per i ritardi. «Lo sviluppo del bacino di «Pra dei Gai» è deciso da tempo - aggiunge Giuseppe Romano, presidente del Consorzio di bonifica Piave - servono 55 milioni di euro, speriamo che ora venga finanziato». E lo stesso vale per il Piave. «Servono interventi strutturali - chiosa il vicesindaco di Ponte di Piave, Luciano De Bianchi - speriamo arrivino le risorse».

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