lunedì 29 novembre 2010

Comune di Motta patto di stabilità 2010: facciamo il punto.

Nel corso del 2010 , alla data odierna, il bilancio comunale, presenta i seguenti dati;

pagamenti in conto capitale
pagamenti debiti relativi a periodi antecedenti il 2010 -----Euro 2.751.919,63
pagamenti debiti sorti nel 2010 ------------------------------- Euro 181.323,30
Totale pagamenti per spese in conto capitale ----------Euro 2.753.242,93

riscossioni in conto capitale
riscossione crediti relativi a periodi antecedenti il 2010------Euro 397.657,40
riscossione crediti sorti nel 2010 -------------------------------Euro 282.801,17
Totale incassi in conto capitale ---------------------------Euro 680.458,57

Ai fini del patto di stabilità
( relativamente alle entrate e alle spese in conto captale) il risultato è negativo per Euro 2.072.784,36

I soldi c’erano e ci sono, ma i debiti non possono essere pagati anche se i lavori sono già eseguiti e sono regolarmente finanziati con bilanci regolarmente approvati
. E’ una regola che penalizza per assurdo i comuni più virtuosi, e cioè i comuni che avendo i conti ordine riescono a investire. Poiché il criterio di cassa (incassi effettivi, pagamenti effettivi) si applica solo per le spese in conto capitale è evidente che i comuni che non effettuano investimenti e che cioè spendono tutto in spese correnti non hanno questo tipo di problema. Può capitare quindi che comuni che si trovano in una situazione di dissesto finanziario rispettino il patto il stabilità . I comuni più danneggiati dal patto sono quindi spesso i comuni più virtuosi e più piccoli che si trovano a concentrare gli investimenti in un esercizio anche se poi vengono pagati negli esercizi successivi. Da un punto di vista finanziario è chiaro che la cosa , a livello nazionale e a breve termine ha una sua logica. Dal punto di vista di una corretta gestione degli enti è invece il contrario poiché gli enti che spendono molto in spese correnti sono avvantaggiati, i comuni che razionalizzano le spese correnti e tengono sotto controllo i conti e che quindi generano avanzi sono penalizzati. In altre parole più sei amministratore oculato più lo stato ti "FREGA" incamerando per sé i tuoi risultati. Se invece tu sei amministratore scalcinato e hai speso e spendi “allegramente” ( spese correnti fuori controllo), allora, hai maggiori probabilità di continuare, sostanzialmente, a farlo.
Faccio un esempio per far comprendere l’assurdità del patto di stabilità supponendo che il patto di stabilità venga applicato a una persona anziché al comune:
un signore il 31.12.2009 contrae un mutuo, per comprare la propria abitazione, di 150.000 Euro che vengono versati nel suo conto corrente. L’atto di acquisto dell’abitazione viene stipulato però in data 02.01.2010 e in tale data preleva dal conto corrente i 150.000 Euro erogati dalla banca per pagare l’abitazione. Applicando la logica del patto di stabilità, lo stato prende atto che quel signore nel 2009 ha incassato 150.000 Euro e nel 2010 ha pagato 150.000 euro. In conseguenza di ciò lo stato gli impone , per non incorrere in sanzioni, di incassare anche per il 2010 quanto ha incassato per il 2009, e cioè, siccome per il 2010 è a meno 150.000, deve incassare per il 2010 almeno 300.000 Euro . Se la cosa fosse stata fatta e conclusa nel 2009 lo stato, con la stessa logica, avrebbe chiesto niente .
La conclusione è assurda ma è così. Il ragionamento dello stato centrale non è, infatti, la conseguenza della logica : la sommatoria di bilanci virtuosi da un bilancio nel suo complesso virtuoso; ma è la conseguenza della logica: la sommatoria delle casse attive dei bilanci ( comunali) rende il bilancio complessivo ( dello stato) virtuoso ( più le casse degli Enti sono attive più il bilancio dello Stato è virtuoso) . Così facendo lo Stato “arraffa” quello che può da chi è realmente virtuoso e di fatto è più tollerante con quelli che virtuosi non sono. E’ una logica perversa che porta gli Enti a non pagare i fornitori e a non spendere i soldi che sono legittimamente in loro possesso in quanto frutto delle tasse dei cittadini o li spinge a spenderli male in spese correnti che danno soddisfazioni a breve ma che alla lunga impoveriscono la comunità . Insomma i nostri paesi avranno minori investimenti sulle strutture scolastiche , sulle piste ciclabili, sulla sicurezza delle strade, ecc… e gli amministratori locali sono disincentivati a amministrare bene poiché gli avanzi che potrebbero utilizzare per gli investimenti vengono di fatto “saccheggiati” dallo stato centrale.
La sanzione per il mancato rispetto del patto di stabilita consiste nell'impossibilità di contrarre mutui, di assumere personale ... e dal 2010 comporterà un taglio dei trasferimenti per un importo pari allo "sforamento".
Con il patto di stabilità, nella realtà, così come è formulato, si da un colpo mortale alla buona amministrazione che tradizionalmente ha caratterizzato la gestione dei comuni di CENTRO NORD.
La cosa è ancora più grave perché si finisce per colpire i trasferimenti nei confronti dei Comuni che
1) sono realmente più virtuosi,
2) già ottengono minori trasferimenti dallo Stato centrale
3) versano, tramite i propri cittadini, maggiori tasse allo Stato centrale.

Concludendo, non si può credere che il patto di stabilità, soprattutto per la parte relativa alle sanzioni, per altro modificate e aggravate con esercizio in corso (maggio 2010), venga confermato nella sua formula attuale.

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