venerdì 30 gennaio 2015

Riciclare i residui industriali con impianti controllati e moderni per non diventare come "la terra dei fuochi"



In merito alle notizie apparse sulla stampa con argomento l'adeguamento e la valorizzazione energetica dell'impianto di trattamento “Centro Risorse”, si vogliono specificare alcuni aspetti e sconfessarne altri che non corrispondono a realtà.

L'esistenza di un impianto di trattamento è un riferimento in loco per le attività industriali del territorio e riduce il rischio ambientale legato al trasporto dei materiali. Un impianto efficiente ed all'avanguardia è inoltre una garanzia per un corretto trattamento dei rifiuti.

Il progetto di adeguamento e valorizzazione in parola non prevede:

·         nessun ampliamento di superficie destinata all'attività – il tutto viene realizzato all'interno dell'attuale perimetro del Centro Risorse;

·         nessun ampliamento del quantitativo di materiale trattato -il limite di 120.000 ton/anno non viene modificato.

Gli interventi previsti sono invece relativi a:

·         la nuova area parcheggio interno prevista che consentirà di non gravare sul parcheggio pubblico ed aumenterà il grado di sicurezza in caso di sversamenti accidentali che potranno essere compartimentati e successivamente trattati senza entrare nella pubblica fognatura;

·         la nuova area coperta (tettoia) che consentirà la riorganizzazione delle attrezzature e dei materiali e creerà gli spazi per la realizzazione di nuove linee più efficienti di trattamento;

·         le nuove linee e la riorganizzazione delle aree di stoccaggio (con aumento dello stoccaggio massimo giornaliero a parità di quantitativo trattato) che consentiranno una maggior flessibilità ed una migliore gestione dei tempi di trattamento e permanenza dei materiali presso il Centro;

·         la nuova linea di lavorazione e lavaggio degli imballaggi che ridurrà i rischi per la sicurezza dei lavoratori e ridurrà il quantitativo di rifiuti prodotti;

·         il potenziamento della linea di trattamento chimico fisico dei materiali liquidi che ridurrà i rifiuti da avviare a smaltimento in quanto questi ultimi verranno concentrati da un parte e verrà prodotta dell'acqua pulita dall'altra che verrà riutilizzata all'interno del Centro;

·         la realizzazione di una nuova linea di trattamento di materiali solidi organici che consentirà di ridurre il quantitativo complessivo di rifiuti da avviare a smaltimento concentrando gli inquinanti nella fase liquida e producendo una fase gassosa da utilizzare per la valorizzazione energetica all'interno del Centro;

·         il potenziamento del sistema di trattamento dell'aria e di abbattimento delle emissioni in atmosfera;

Nel progetto, a disposizione anche presso gli uffici comunali, sono contenuti tutti gli studi relativi alla quantificazione dell'impatto ambientale e le verifiche della loro significatività o meno. Tali dati, erano a disposizione anche nella serata di lunedì 12 gennaio, come comunicato in quella sede, ma non ne è stata richiesta l'esposizione. Il loro contenuto è abbastanza tecnico e specifico ed i risultati non evidenziano emissioni impattanti sull'ambiente.

Gli effetti del progetto sul territorio complessivamente hanno più valenze positive sia sull'ambiente che sulla salute dei cittadini.

Si ricorda che l'incontro di lunedì presentava al pubblico dei comuni di Motta di Livenza e Chiarano il progetto e costituisce uno dei primi passi dell'iter di approvazione del progetto da parte della commissione di esperti della Valutazione di Impatto Ambientale della Regione Veneto alla quale partecipano tutti gli enti e le Autorità interessate quali ad esempio ARPAV, Provincia di Treviso, ULSS, ecc.

In merito al presunto incremento delle patologie tumorali e leucemiche, lo stesso non trova alcun riscontro scientifico da parte dell'autorità deputata alla salute umana del territorio.



Assessore all’ambiente e ai lavori pubblici

Ing. Carlo Pesce