Fino a pochi anni fa la Provincia disponeva di 7 sedi, la metà delle quali in affitto. Il frazionamento delle sedi rendeva difficile una corretta organizzazione del lavoro e gli affitti pagati costituivano un costo ingente.
L’acquisto del complesso di Sant’Artemio rispondeva alla necessità da un lato di riorganizzare in modo più efficiente il lavoro, dall’altro anche quello di preservare edifici dotati di valenza storico-architettonica che tendono a conservare il loro valore nel tempo.
L’acquisto ed i lavori di ristrutturazione sono stati coperti con la vendita di 4 immobili storici (sostituendoli di fatto con immobili di pari dignità) e con un mutuo che viene pagato con i soldi in precedenza gettati al vento con gli affitti. Le critiche sull’aumento dei costi potrebbero riguardare la realizzazione della bretella stradale di collegamento che porta alla Provincia. Ma i Trevigiani sanno come questa serve a tutta la città visto che porta direttamente al casello autostradale. I 9 milioni pagati all’ULS 9, precedente proprietario del complesso di Sant’Artemio , sono stati vincolati alla realizzazione dei Centri di Igiene Mentale, quindi ritornati ai cittadini sottoforma di qualità sanitaria.
La nuova sede è stata costruita seguendo i più moderni principi del risparmio energetico grazie alle biomasse e al fotovoltaico. Il riscaldamento viene dalla natura, l’energia viene dal sole. Garantendo risparmi enormi per la cittadinanza.
La provincia di Treviso è, per altro, l’unica in Italia ad aver messo in cantiere 18 nuovi edifici scolastici, dopo aver ricevuto la competenza in materia senza i necessari trasferimenti. Questo è stato possibile perché ha ceduto il patrimonio non funzionale alle proprie attività istituzionali e reinvestito il ricavato nel’edilizia scolastica.
Non c’è dubbio, quando si parla di “reggia padana” c’è un a G di troppo. C’è invece un’ottima “regia” padana anche nelle operazioni immobiliari.
La nuova sede della Provincia restituisce ai cittadini un complesso monumentale e un’area di verde pubblico, che assieme al contiguo Parco della Storga, si offre come uno dei più grandi parchi urbani d’Europa. Un complesso capace di agganciare il Trevigiano alle logiche di promozione della funzionalità delle sedi con la qualità architettonica tipiche del Nord Europa.
venerdì 30 aprile 2010
giovedì 29 aprile 2010
A PADOVA SPESE RECORD PER GIUNTA, CONSIGLIO E STAFF.
BITONCI: A PADOVA SPESE RECORD PER GIUNTA, CONSIGLIO E STAFF.
“Nell’edizione del quotidiano “Il Sole 24 Ore” di lunedì scorso sono stati pubblicati i dati riguardanti le spese sostenute dalle amministrazioni comunali per i costi della politica. Padova si è nettamente distinta tra tutte le città del Nord, con un piazzamento “a sorpresa” all’undicesimo posto dietro realtà come Napoli, Reggio Calabria, Cosenza, Bari, Catania, Messina, Brindisi. Più volte i consiglieri della Lega Nord avevano denunciato le spese decisamente troppo elevate per la gestione della macchina comunale, senza ottenere alcun riscontro concreto: ora i risultati sono sotto gli occhi di tutti”. Il Deputato della Lega Nord Massimo Bitonci propone un’attenta disamina dei dati pubblicati dal quotidiano economico, ponendo l’attenzione su cifre particolarmente significative: “I costi per la gestione di sindaco, giunta, consiglio comunale, circoscrizioni e quant’altro ammontano a 52 euro per abitante, contro gli 11 di Treviso, gli 8 di Milano, i 24 di Verona. Interessante classifica, con una eloquente dimostrazione delle capacità di governare una città come Padova da parte di Zanonato, in tempi così difficili e delicati per l’economia delle pubbliche amministrazioni da consigliare una ben diversa gestione delle risorse economiche, con una drastica riduzione delle spese inutili (tagli di nastri, inaugurazioni, pubblicità varie, costosi affitti di capannoni per compiacere alleati politici e molto altro), in un’ottica di risparmio volta a portare una boccata d’ossigeno ai padovani, arrivando anche ad allentare la pressione fiscale a loro carico. Il sindaco Zanonato, d’altronde, non può nemmeno lamentarsi, dal momento che Padova spicca anche quanto a proventi da entrate tributarie (imposte, tasse, diritti e tributi speciali) compresa la compartecipazione IRPEF e l’addizionale comunale pari allo 0,6% (diversamente da altri comuni che non l’hanno prevista), con ben 391 euro per abitante contro i 288 di Belluno ed i 291 di Verona, oltre che per le entrate extratributarie che piazzano Padova al 46mo posto con ben 249 euro/abitante.
Non dimentichiamo infine il costo per il personale: anche in questo ambito Padova sa distinguersi con l’ottimo, si fa per dire, piazzamento al 26mo posto tra tutte le città d’Italia. C’è da riflettere a lungo e da meditare seriamente su certi numeri. Giovano forse ai padovani le quotidiane incursioni nei media locali, con tanto di passerella per Sindaco ed Assessori? Quanto costa lo staff e l’entourage che si muove intorno a Zanonato ed alla sua giunta? Una buona amministrazione – conclude Bitonci – prevede, soprattutto di questi tempi, un’attenzione particolare nell’evitare spese inutili di denaro pubblico, con la cura del “buon padre di famiglia” che non sperpera i soldi del cittadino per stare in vetrina a far bella mostra di sè”.
Cordiali saluti
“Nell’edizione del quotidiano “Il Sole 24 Ore” di lunedì scorso sono stati pubblicati i dati riguardanti le spese sostenute dalle amministrazioni comunali per i costi della politica. Padova si è nettamente distinta tra tutte le città del Nord, con un piazzamento “a sorpresa” all’undicesimo posto dietro realtà come Napoli, Reggio Calabria, Cosenza, Bari, Catania, Messina, Brindisi. Più volte i consiglieri della Lega Nord avevano denunciato le spese decisamente troppo elevate per la gestione della macchina comunale, senza ottenere alcun riscontro concreto: ora i risultati sono sotto gli occhi di tutti”. Il Deputato della Lega Nord Massimo Bitonci propone un’attenta disamina dei dati pubblicati dal quotidiano economico, ponendo l’attenzione su cifre particolarmente significative: “I costi per la gestione di sindaco, giunta, consiglio comunale, circoscrizioni e quant’altro ammontano a 52 euro per abitante, contro gli 11 di Treviso, gli 8 di Milano, i 24 di Verona. Interessante classifica, con una eloquente dimostrazione delle capacità di governare una città come Padova da parte di Zanonato, in tempi così difficili e delicati per l’economia delle pubbliche amministrazioni da consigliare una ben diversa gestione delle risorse economiche, con una drastica riduzione delle spese inutili (tagli di nastri, inaugurazioni, pubblicità varie, costosi affitti di capannoni per compiacere alleati politici e molto altro), in un’ottica di risparmio volta a portare una boccata d’ossigeno ai padovani, arrivando anche ad allentare la pressione fiscale a loro carico. Il sindaco Zanonato, d’altronde, non può nemmeno lamentarsi, dal momento che Padova spicca anche quanto a proventi da entrate tributarie (imposte, tasse, diritti e tributi speciali) compresa la compartecipazione IRPEF e l’addizionale comunale pari allo 0,6% (diversamente da altri comuni che non l’hanno prevista), con ben 391 euro per abitante contro i 288 di Belluno ed i 291 di Verona, oltre che per le entrate extratributarie che piazzano Padova al 46mo posto con ben 249 euro/abitante.
Non dimentichiamo infine il costo per il personale: anche in questo ambito Padova sa distinguersi con l’ottimo, si fa per dire, piazzamento al 26mo posto tra tutte le città d’Italia. C’è da riflettere a lungo e da meditare seriamente su certi numeri. Giovano forse ai padovani le quotidiane incursioni nei media locali, con tanto di passerella per Sindaco ed Assessori? Quanto costa lo staff e l’entourage che si muove intorno a Zanonato ed alla sua giunta? Una buona amministrazione – conclude Bitonci – prevede, soprattutto di questi tempi, un’attenzione particolare nell’evitare spese inutili di denaro pubblico, con la cura del “buon padre di famiglia” che non sperpera i soldi del cittadino per stare in vetrina a far bella mostra di sè”.
Cordiali saluti
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