martedì 30 novembre 2010

C'è chi riflettendo fa e chi scappando critica

Con riferimento alla nota del PD di Motta, pubblicata nella Tribuna di Tv il 30.11.2010, desidero precisare alcuni punti:

  1. non è il momento delle polemiche ma quello di far squadra per massimizzare il risultato verso la miglior sicurezza possibile;
  2. sono responsabile di quello che dico e scrivo e non di quello che qualcuno vuol capire;
  3. il termine riesumato deriva dalla genesi del progetto (1960 – primo studio-proposta Pra’ dei Gai; 1967 - 1977 – progetto esecutivo a firma dell’ing. E. Scardellato);
  4. il vecchio progetto è stato ripreso dalla Regione Veneto tra il 2003 ed il 2006; nella nuova stesura prevedeva più soluzioni alternative tra cui quella più onerosa alla fine scelta nell’accordo tra le due Regione quest’anno. Nulla è stato sotterrato;
  5. queste ed altre cose sono state dette anche nelle sedute della commissione per la sicurezza idrogeologica;
  6. partecipare dal dizionario Sabatini Coletti, significa, nella sua prima accezione, prendere parte a qualcosa; contribuire a qualcosa e non aspettare che altri facciano e lavorino per te;
  7. dal medesimo dizionario l’aggettivo giovane, sempre nella sua prima accezione, è riferito a persona che è nell'età della vita successiva alla puerizia e antecedente alla maturità; io ho 44 anni e la maturità l’ho raggiunta più di vent’anni fa.

Carlo Pesce

Nota della redazione:

da cosa è scappato il Pd nella persona di Maurizio Orlando ? E' scappato dalla Commissione, fortemente voluta dal PD , con la motivazione che la Commissione lavorava poco. A parte il fatto che la Maggioranza ( Forza Motta/Lega Nord) continuava a lavorare partecipando al "Laboratorio Livenza" organizzato dalle Regioni Veneto e Friuli, a parte il fatto che il Sindaco e altri assessori hanno incontrato e conferito più volte con gli Assessori della Regione Veneto Conta ( in carica fino alle elezioni del 2010 con il Presidente Galan) e Conte ( in carica con il Presidente Zaia) , a parte il fatto che le informazioni sono state fornite alla minoranza anche nelle riunioni dei Capigruppo, a parte il fatto che gli obbiettivi della Commissione possono essere perseguiti anche dai singoli Commissari, a parte tutto questo,

Orlando cosa ha fatto, a parte le dimissioni ?

Proposte zero ma si è informato ( due mesi fa) sulla situazione del Pra dei Gai presso il Consorzio di Bonifica!

Per sapere com'era la situazione bastava chiedere, appunto, all'ing. Carlo Pesce che lavora in un ufficio che da sullo stesso corridoio del Direttore del Consorzio di Bonifica . Carlo Pesce ha monitorato costantemente lo sviluppo del progetto del Pra dei Gai.

INTEGRAZIONE (02.12.2010)

Prendiamo atto della risposta del Consiglere Maurizio Orlando apparsa sul blog del PD di Motta. Nessuna "colpa" per il fatto di essersi interessato, anzi ci si chiede perchè lo ha fatto solo dopo più di un anno dalla data delle sue dimissioni dalla Commissione Consliare. Precisiamo, inoltre, che siamo stati coinvolti, nostro malgrado, in una inutile polemica che non avremmo voluto e che non abbiamo cercato.

Vogliamo in ogni caso credere alla Sua buona fede e Lo invitiamo a guardare avanti e a coinvolgere anche le opposizioni ( la sua parte politica) a livello regionale e statale per sostenere le ragioni della Città di Motta di Livenza.

La redazione

lunedì 29 novembre 2010

Comune di Motta patto di stabilità 2010: facciamo il punto.

Nel corso del 2010 , alla data odierna, il bilancio comunale, presenta i seguenti dati;

pagamenti in conto capitale
pagamenti debiti relativi a periodi antecedenti il 2010 -----Euro 2.751.919,63
pagamenti debiti sorti nel 2010 ------------------------------- Euro 181.323,30
Totale pagamenti per spese in conto capitale ----------Euro 2.753.242,93

riscossioni in conto capitale
riscossione crediti relativi a periodi antecedenti il 2010------Euro 397.657,40
riscossione crediti sorti nel 2010 -------------------------------Euro 282.801,17
Totale incassi in conto capitale ---------------------------Euro 680.458,57

Ai fini del patto di stabilità
( relativamente alle entrate e alle spese in conto captale) il risultato è negativo per Euro 2.072.784,36

I soldi c’erano e ci sono, ma i debiti non possono essere pagati anche se i lavori sono già eseguiti e sono regolarmente finanziati con bilanci regolarmente approvati
. E’ una regola che penalizza per assurdo i comuni più virtuosi, e cioè i comuni che avendo i conti ordine riescono a investire. Poiché il criterio di cassa (incassi effettivi, pagamenti effettivi) si applica solo per le spese in conto capitale è evidente che i comuni che non effettuano investimenti e che cioè spendono tutto in spese correnti non hanno questo tipo di problema. Può capitare quindi che comuni che si trovano in una situazione di dissesto finanziario rispettino il patto il stabilità . I comuni più danneggiati dal patto sono quindi spesso i comuni più virtuosi e più piccoli che si trovano a concentrare gli investimenti in un esercizio anche se poi vengono pagati negli esercizi successivi. Da un punto di vista finanziario è chiaro che la cosa , a livello nazionale e a breve termine ha una sua logica. Dal punto di vista di una corretta gestione degli enti è invece il contrario poiché gli enti che spendono molto in spese correnti sono avvantaggiati, i comuni che razionalizzano le spese correnti e tengono sotto controllo i conti e che quindi generano avanzi sono penalizzati. In altre parole più sei amministratore oculato più lo stato ti "FREGA" incamerando per sé i tuoi risultati. Se invece tu sei amministratore scalcinato e hai speso e spendi “allegramente” ( spese correnti fuori controllo), allora, hai maggiori probabilità di continuare, sostanzialmente, a farlo.
Faccio un esempio per far comprendere l’assurdità del patto di stabilità supponendo che il patto di stabilità venga applicato a una persona anziché al comune:
un signore il 31.12.2009 contrae un mutuo, per comprare la propria abitazione, di 150.000 Euro che vengono versati nel suo conto corrente. L’atto di acquisto dell’abitazione viene stipulato però in data 02.01.2010 e in tale data preleva dal conto corrente i 150.000 Euro erogati dalla banca per pagare l’abitazione. Applicando la logica del patto di stabilità, lo stato prende atto che quel signore nel 2009 ha incassato 150.000 Euro e nel 2010 ha pagato 150.000 euro. In conseguenza di ciò lo stato gli impone , per non incorrere in sanzioni, di incassare anche per il 2010 quanto ha incassato per il 2009, e cioè, siccome per il 2010 è a meno 150.000, deve incassare per il 2010 almeno 300.000 Euro . Se la cosa fosse stata fatta e conclusa nel 2009 lo stato, con la stessa logica, avrebbe chiesto niente .
La conclusione è assurda ma è così. Il ragionamento dello stato centrale non è, infatti, la conseguenza della logica : la sommatoria di bilanci virtuosi da un bilancio nel suo complesso virtuoso; ma è la conseguenza della logica: la sommatoria delle casse attive dei bilanci ( comunali) rende il bilancio complessivo ( dello stato) virtuoso ( più le casse degli Enti sono attive più il bilancio dello Stato è virtuoso) . Così facendo lo Stato “arraffa” quello che può da chi è realmente virtuoso e di fatto è più tollerante con quelli che virtuosi non sono. E’ una logica perversa che porta gli Enti a non pagare i fornitori e a non spendere i soldi che sono legittimamente in loro possesso in quanto frutto delle tasse dei cittadini o li spinge a spenderli male in spese correnti che danno soddisfazioni a breve ma che alla lunga impoveriscono la comunità . Insomma i nostri paesi avranno minori investimenti sulle strutture scolastiche , sulle piste ciclabili, sulla sicurezza delle strade, ecc… e gli amministratori locali sono disincentivati a amministrare bene poiché gli avanzi che potrebbero utilizzare per gli investimenti vengono di fatto “saccheggiati” dallo stato centrale.
La sanzione per il mancato rispetto del patto di stabilita consiste nell'impossibilità di contrarre mutui, di assumere personale ... e dal 2010 comporterà un taglio dei trasferimenti per un importo pari allo "sforamento".
Con il patto di stabilità, nella realtà, così come è formulato, si da un colpo mortale alla buona amministrazione che tradizionalmente ha caratterizzato la gestione dei comuni di CENTRO NORD.
La cosa è ancora più grave perché si finisce per colpire i trasferimenti nei confronti dei Comuni che
1) sono realmente più virtuosi,
2) già ottengono minori trasferimenti dallo Stato centrale
3) versano, tramite i propri cittadini, maggiori tasse allo Stato centrale.

Concludendo, non si può credere che il patto di stabilità, soprattutto per la parte relativa alle sanzioni, per altro modificate e aggravate con esercizio in corso (maggio 2010), venga confermato nella sua formula attuale.

domenica 28 novembre 2010

Bilancio in equilibrio e patto di stabilità

Il Bilancio del comune è in equilibrio quando le entrate accertate e le uscite impegnate si equivalgono. Un’entrata e un’uscita è accertata/impegnata quando si è certi della loro esistenza. Per esempio quando si fa fare un lavoro ( rifacimento di un marciapiede, di una fognatura, installazione di punti luce ...) l’uscita è accertata perché siamo certi che dobbiamo alla ditta che fa i lavori la somma preventivata; fintanto che la ditta non viene pagata abbiamo un debito e quindi l’effettivo pagamento ( movimento di cassa) potrebbe avvenire dopo alcuni mesi.

Il patto di stabilità invece prevede un equilibrio fra le entrate di cassa e i pagamenti di cassa effettivi. L’equilibrio si raggiunge quando il saldo fra i movimenti di cassa raggiunge un certo importo. Per Motta di Livenza il saldo di cassa per il 2010 doveva essere attivo per circa 800.000 euro.

Per rendere evidente la differenza fra i due concetti faccio il caso di una ditta a cui, a dicembre 2009, è stato affidato un lavoro di 100.000 euro sulla rete fognaria . Per fare il lavoro il comune utilizza una parte dell’ICI ( Imposta Comunale relativa agli Immobili) di pari importo. L’ICI viene incassata a dicembre 2009 mentre la ditta finisce i lavori a marzo 2010 e viene pagata nel mese di aprile 2010.
Nel caso proposto,relativamente all'operazione effettuata, si hanno le seguenti conseguenze:
Equilibrio di bilancio 2009 rispettato
; le entrate accertate (ICI) sono, infatti, pari alle uscite impegnate ( costo dei lavori da eseguire). L’operazione ai fini dell’equilibrio di bilancio riguarda solo il 2009.
Ai fini del patto di stabilità per l’anno 2009 abbiamo l’entrata di cassa ICI per 100.000 euro quindi un risultato di più centomila, per l’anno 2010 abbiamo invece un’uscita di cassa, dovuta al pagamento a favore della ditta, di 100.000 euro quindi un risultato di meno centomila.

Dunque un bilancio potrebbe essere in equilibrio da un punto di vista economico ma non rispettare il patto di stabilità.
E’ quello che sta succedendo al Comune di Motta per il 2010. Il bilancio è in equilibrio ma, ai fini del patto di stabilità, avremmo dovuto avere un saldo di cassa dovuto ai movimenti dell’anno di più ottocentomila euro ( circa) mentre a ottobre 2010 i movimenti di cassa hanno ridotto la cassa di unmilioneseicentomila (circa).
Risultato bilancio in equlibrio ma patto di stabilità "sforato " per 2.400.000 euro ( 800.000+1.600.000).

Come si vede la questione è alquanto tecnica e ho cercato di semplificare anche con qualche approssimazione. E’ per questa complessità che sui giornali possono apparire anche informazioni non corrette.

Graziano Panighel

sabato 27 novembre 2010

Pensando agli alluvionati


La sezione della Lega Nord di Motta di Livenza ha versato, nel conto corrente istituito dalla Regione Veneto a favore degli alluvionati, la somma di euro 300,00. La somma era stata raccolta in occasione della cena della Sezione Mottense del 18.11.2010. Il Segretario Pierpaolo Tonon ringrazia tutti i partecipanti.

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Il Comune di Motta di Livenza ha stanziato , in data 26.11.2010, euro 1.000,oo da versare a favore degli alluvionati.

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mercoledì 24 novembre 2010

NASCE UN COMITATO PER IL FIUME : qualche riflessione


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Carlo Pesce, presidente della Commissione Consiliare istituita nel 2008 per occuparsi della Sicurezza Idrogeologica del territorio, commenta la notizia con quale si annuncia la costituzione di un comitato
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Ben venga un comitato sulle problematiche della Livenza. La mia disponibilità fin d‘ora a collaborare a tutti i livelli a tale scopo.
La mia buona fede interpreta come un refuso o un lapsus l’aver voluto mettere l’accento sugli ultimi otto anni tralasciando gli altri 36.
Per giustizia di chi ha tanto lavorato, per non dar spazio alle polemiche e, soprattutto, per porre le basi ad una proficua collaborazione con chiunque voglia impegnarsi su questo tema, desidero precisare alcune cose fatte; ciò che manca da fare è il lavoro che attende tutti noi cittadini di questa comunità.
Dal 2002 ad oggi sono stati effettuati lavori di rinforzo arginale, ripresa di frane e sistemazione dell’alveo dei fiumi Livenza e Monticano, nella loro parte trevigiana, per oltre 22 milioni di €.
E’ stato riesumato il progetto per la regolazione della cassa del Prà dei Gai che oggi, più di prima, può dar luogo non solo a carte e parole ma, finalmente, anche ai lavori di realizzazione (25 milioni di mc sui 75 mancanti).
L’Amm.ne comunale ha fortemente sollecitato in ogni sede sia le opere di manutenzione (i quasi 23 milioni di euro di lavori eseguiti) sia gli interventi maggiori a salvaguardia delle nostre vite, delle nostre case, delle nostre attività.
Tali interventi non hanno fatto assopire la tensione sul problema, hanno fatto incontrare le parti competenti (Regioni) per il Prà dei Gai, hanno evitato ulteriori aggravi idraulici (nuove idrovore) ed altri risultati ancora.
L’aver coinvolto la Regione Veneto sin da subito in questi giorni ha consentito lo stanziamento di 3,8 milioni di euro per i primi interventi di rinforzo arginale dei nostri fiumi oltre ad ulteriori 2,8 milioni di euro per il rinforzi nel comune di Portobuffolé.
L’assenza di risposte definitive sul bacino del Livenza è vecchio come me (sono nato nel 1966) e non mi sento responsabile di ciò che non è stato fatto mentre crescevo. Ho invece motivazioni tali da non desistere dal fare quanto è possibile per garantire a me ed ai miei figli una vita senza l’ansia dell’alluvione.
Carlo Pesce

martedì 23 novembre 2010

Consiglio Comunale


Federalismo: Marcegaglia, regioni pronte partano prima

Gli imprenditori hanno capito che il federalismo e quindi la riorganizzazione dello stato è indispensabile per la sopravvivenza delle aziende. E' tempo che ognuno faccia la sua parte a cominciare, per esempio, dalla corretta gestione dei rifiuti. Non è possibile continuare a finanziare, con i soldi dei cittadini responsabili, la irresponsabilità di amministratori pubblici locali che rendono una cosa relativamente facile ( smaltimento dei rifiuti urbani) in un problema irrisolvibile. Saviano dice che la colpa è del Nord che ha scaricato in Campania i suoi rifiuti tossici! Omette di dire, però che ciò non sarebbe potuto avvenire se non ci fosse stata la convivenza dei poteri Locali ( Comune, Provincie e Regione) che avevano l'obbligo di vigilare e di impedire. Gli amministratori della Campania non vengono eletti al Nord. La verità è che troppe persone a Napoli traggono benefici dalla mala gestione , costosa e finanziata dal Nord. In questo senso , e solo in questo, il Nord è responsabile; è responsabile di non aver ancora attuato, appunto, il federalismo.

Federalismo: Marcegaglia, regioni pronte partano prima
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2010/11/22/visualizza_new.html_1697649440.html



Perchè noi, orgogliosi Meridionali, stiamo con Maroni e non con Saviano
http://latorrenormanna.wordpress.com/2010/11/16/perche-noi-orgogliosi-meridionali-stiamo-con-maroni-e-non-con-saviano/

lunedì 22 novembre 2010

NASCE UN COMITATO PER IL FIUME

NASCE UN COMITATO PER IL FIUME
http://www.oggitreviso.it/nasce-comitato-fiume-30557


Ben venga un comitato. Vedo che stanno partecipando anche persone che hanno vissuto l'alluvione del 1966 e che sono state vicine alle amministrazioni che da quella data si sono interessate alla questione. La presenza di chi ha vissuto l'alluvione del 1966 è importante perché ricorda a tutti che il problema compie oramai 44 anni e che ora va risolto. Vorrei ricordare a proposito l'impegno profuso dal Sig. Giuseppe Marson che sperava di veder realizzato lo sbarramento di Colle e che ha invece visto in fase di ultimazione soltanto la Diga di Ravedis. E' un impegno quindi che ci deve vedere tutti uniti e ogni contributo è prezioso.

Graziano Panighel





domenica 21 novembre 2010

Marca e Friuli : è guerra dell'acqua

IL GAZZETTINO



Mauro Favaro


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Domenica 21 Novembre 2010,
Scoppia la guerra dell'acqua tra la Marca e il Friuli. E la battaglia corre sul fronte del Livenza. Ieri i sindaci dei comuni colpiti dall'alluvione della provincia di Treviso, assieme a quelli di Venezia e Belluno, si sono incontrati al Sant'Artemio con il commissario all'emergenza, Mariano Carraro. La riunione era tecnica e doveva servire a indicare le strade per inoltrare le richieste di rimborso dei danni. Ma dalla burocrazia si è presto passati alla polemica politica. «Il Friuli va messo davanti alle proprie responsabilità: non è possibile che abbiano rinforzato gli argini dei fiumi sino al confine con il Veneto e che poi scarichino tutti i problemi a noi - tuona il sindaco di Motta di Livenza, Paolo Speranzon, costretto davanti alla piena a far evacuare l'ospedale e una casa di riposo - neppure nell'emergenza c'è stato lo scambio di informazioni necessario».
Se il fronte dello scontro istituzionale è quello del Livenza, il casus belli è sempre quello della «traversa di Colle»: la cassa di espansione da 40 milioni di metri cubi d'acqua che dovrebbe essere costruita a nord di Pordenone, per dar finalmente respiro al fiume che attraversa Meduna e Motta, ma che costa un bel po’ e che la Regione autonoma guidata da Renzo Tondo non vede di buon occhio. «Nei momenti di emergenza lo scambio di informazioni dovrebbe essere semplice e immediato: serve un accordo a riguardo - rincara la dose il presidente Muraro - adesso siamo costretti a telefonare o a mandar fax per conoscere la situazione in montagna, che poi si riversa in pianura, mentre i dati dovrebbero essere subito in rete». Cambiando fronte si passa dalle polemiche per i contrasti a quelle per i ritardi. «Lo sviluppo del bacino di «Pra dei Gai» è deciso da tempo - aggiunge Giuseppe Romano, presidente del Consorzio di bonifica Piave - servono 55 milioni di euro, speriamo che ora venga finanziato». E lo stesso vale per il Piave. «Servono interventi strutturali - chiosa il vicesindaco di Ponte di Piave, Luciano De Bianchi - speriamo arrivino le risorse».

Quattro milioni per gli argini

IL GAZZETTINO

Gianandrea Rorato


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Domenica 21 Novembre 2010,
Incontro tecnico importante ieri a Motta per affrontare i problemi idrogeologici dopo il rischio esondazione. All'incontro voluto dal sindaco Paolo Speranzon hanno partecipato gli assessori regionali Conte, Manzato e Stival, oltre al presidente della Provincia Muraro e tutti i rappresentanti comunali, sindaci, vicesindaci e assessori della zona. Due le richieste principali da parte di Speranzon: «Maggior informazione tra quello che avviene a monte piuttosto che a valle dell'asta della Livenza. In secondo luogo esigiamo di conoscere qual è la volontà della regione Friuli in questo senso». La proposta è di costituire una commissione con le Regioni Veneto e Friuli che affronti anche il problema dello sbarramento a Colle. «In effetti - ha detto il senatore Gianpaolo Vallardi - il Veneto non può da solo risolvere il problema, c'è bisogno anche della Regione Friuli. Viviamo un momento politico vantaggioso e dunque dobbiamo superare le divisioni». L'assessore regionale Maurizio Conte ha snocciolato cifre importanti: «Negli ultimi anni sono stati investiti per la sicurezza idraulica 650 milioni in Veneto; ora la priorità è sederci intorno a un tavolo con la Regione Friuli e decidere come procedere. Ben 20 milioni di euro sono già accantonati per il progetto del bacino di laminazione di Prà dei Gai, che ammonta però a 55 milioni. Andremo a definire la richiesta di contributo in sede di Governo centrale. Per il Veneto in quest'ultima emergenza giungeranno 65 milioni: di questi 1,8 verranno destinati al potenziamento delle arginature del Monticano, mentre 2 milioni per quelle della Livenza. L'assessore Franco Manzato: «Il rischio è troppo elevato per non intervenire, per questo ci stiamo impegnando in sede di finanziaria regionale, non c'è tempo da perdere». Il presidente della Provincia Leonardo Muraro: «Con la presenza di Luca Zaia come commissario straordinario per l'emergenza idraulica abbiamo l'occasione di fare le opere che mancano da troppo tempo». «Non mi oppongo al progetto del bacino di Pra dei Gai - ha detto il sindaco di Portobuffolè Diego De Marchi - ma pretendo che non solo la sicurezza del comune non diminuisca ma che anzi aumenti di pari livello». Speranzon: «È nostra intenzione prevedere una serie di incontri programmati con l'assessore Conte per analizzare la situazione in tempi brevi».

sabato 20 novembre 2010

Par condicio


Lungo gli argini del Livenza e del Monticano ci sono le Nutrie ! A quando gli Ippopotami?


Lega Nord vs Nutrie
(Articolo di Alessandro Tich, bassanonet.it, 19 novembre 2010 13:57)

Progetto di legge del gruppo consiliare leghista in Regione contro il proliferare dei grossi roditori su argini, fiumi e canali. Costo dell'operazione: 250mila euro l'anno. Tra i firmatari anche il bassanese Finco Alessandro Tich

Affrontare il rischioso proliferare delle nutrie soprattutto lungo argini e canali, contenendo il fenomeno a salvaguardia di un ecosistema al quale questo roditore è originariamente estraneo. Il progetto di legge depositato in Consiglio regionale dalla Lega Nord contempla l’investimento di 250mila euro l’anno dal 2011 al 2013 per contenere l’aumento e la diffusione della nutria, che in questi giorni post-alluvione sta creando numerosi problemi nelle zone tra il Padovano e il Veronese e alla foce dei fiumi.
Il progetto di legge - che ha come primo firmatario il capogruppo Federico Caner e che vede tra i suoi firmatari anche il consigliere bassanese Nicola Finco - prevede innanzitutto un monitoraggio del fenomeno da parte delle Province, che dovranno presentare alla Giunta regionale il censimento degli esemplari presenti sul territorio e i piani di abbattimento previsti, d’intesa coi sindaci e avvalendosi dell’ausilio della Polizia Provinciale, di agenti venatori volontari, delle associazioni venatorie, dei proprietari agricoli muniti di licenza di caccia.
Alle Province sarà in capo anche l’effettuazione di controlli veterinari sulle carcasse e su esemplari vivi, con finalità di prevenzione di ceppi di malattie trasmissibili all’uomo.
Da parte sua, la Regione metterà annualmente a disposizione un fondo di 250.000 euro per sostenere le spese delle operazioni di contenimento della nutria, nota per la trasmissione della leptospirosi, malattia che può essere fatale per l’uomo.
“Va ricordato - spiega Caner - che questi animali non appartengono al nostro ecosistema e lo stanno minacciando. La nutria ha una grande capacità di adattamento all’ambiente e un elevato potenziale riproduttivo e pertanto deve essere costantemente controllata negli anni. La sua caratteristica è poi quella di creare dei cunicoli sotterranei che distruggono rive ed argini, creando infiltrazioni ed aumentando il rischio che gli stessi si rompano quando cresce il volume dei fiumi. Ovviamente per combattere le inondazioni serve un piano idrico importante, ma quella del contenimento delle nutrie è un’esigenza che il territorio sente e che non possiamo ignorare”.

Noi paghiamo ... Essi cantano

L’Ue rivuole da Bassolino i soldi regalati a Elton John

venerdì 19 novembre 2010

Gianfranco Fini “Super Partes”

Gianfranco Fini, intervenuto ad un incontro sulla legalita' nella sede della Banca Popolare di Novara ha detto: ''Non capisco come qualcuno si possa indignare se c'e' chi dice che la mafia e' anche al Nord. Non e' una polemica contro un partito o contro un territorio nazionale. La mafia e' ovunque c'e' un interesse. La mafia e' un fenomeno globale, quindi evitiamo polemiche inutili. Dalle inchieste - ha aggiunto - emergono tentativi di infiltrazioni mafiose nel mondo delle banche, della politica, delle istituzioni. Io mi meraviglio di chi si meraviglia''.

Sintetizzando La Lega e Maroni vengono ingiustificatamente additati quali interlocutori della Mafia e Fini si chiama fuori. Gianfranco Fini fa un bel discorso dicendo del resto cose ovvie; tace però sulla sostanza della polemica e non si pronuncia sull’attacco fatto da Saviano alla Lega e a Maroni. La sinistra lo ringrazierà forse per questo, così come ha fatto altre volte .

C’è da chiedersi cos’è la destra di Fini se riceve più applausi a sinistra?

mercoledì 17 novembre 2010

Veneto Ferito - Sito Ufficiale della Regione Veneto


Le immagini, meglio di qualunque parola,
raccontano quanto accaduto.

Grazie a tutti per l’aiuto che verrà dato.

Dott. Luca Zaia

Link:http://www.regione.veneto.it/Notizie/Primo+Piano/Veneto+Ferito.htm

martedì 16 novembre 2010

Bersani e Fini hanno fatto il compitino ...

Professori : Fabio Fazio e Roberto Saviano
Studenti:Gianfranco Fini e Pier Luigi Bersani
Tema : Destra-Sinistra
Svolgimento: ...

Risultato:
bravi, complimenti siete stati promossi avete superato l'esame di terza media.

Considerazioni:
essere però capo di un partito chiamato a proporre le soluzioni e poi realizzarle è tutt'altra cosa.

Suggerimenti:
leggere il testo della canzone Destra-Sinistra di Giorgio Gaber .
Il testo inizia così:

"Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra. "

lunedì 15 novembre 2010

Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto ? Vedremo ...

Dalla Tibuna di Treviso del 13.11.2010:

"Sospensione tributi: la Lega vota contro

ROMA. Bocciato, in commissione bilancio alla Camera, un emendamento alla legge sulla stabilità dell'Italia dei Valori che proponeva la sospensione di tributi e contributi per le persone, le famiglie e le aziende colpite dall'alluvione in Veneto.

A votare contro, la maggioranza di Governo, Lega compresa: «La sospensione, già attuata all'Aquila, riguardava gli obblighi di natura contributiva e il pagamento dei premi per l'assicurazione obbligatoria contro malattie e infortuni professionali», commenta Antonio Borghesi, vicecapogruppo alla Camera e firmatario dell'emendamento insieme a Massimo Donadi «la Lega venga nelle zone alluvionate a spiegare perché ha detto no». "

Dal Corriere Veneto del 13.11.2010:

Tasse, non passa la sospensione
Ma Sacconi: «Lo farà il governo»



"...Una risposta è arrivata immediatamente proprio dall’esecutivo, a quanto pare intenzionato comunque a sospendere il versamento delle imposte fino a tutto il primo semestre del prossimo anno, ma senza concessioni di merito all’opposizione. A margine di un’intervento al telegiornale di Antennatre Nordest, il ministro veneto Maurizio Sacconi ha infatti precisato: «Non abbiamo bisogno di un passaggio parlamentare. Una calamità naturale è causa di forza maggiore, che come tale impedisce di adempiere agli obblighi contrattuali. Per cui credo sarà sufficiente un provvedimento commissariale (cioè di Zaia, ndr), sostenuto da un atto del ministero delle Finanze (cioè Tremonti, ndr)». Decisiva sarà dunque l’azione di Luca Zaia, che stamattina dovrebbe essere nominato commissario per l’alluvione dal presidente del consiglio. «Silvo Berlusconi sta tornando da Seul e nelle prossime ore firmerà l’ordinanza sulla gestione commissariale», ha confermato il ministro del Welfare. Proprio il governatore, partecipando in serata a una trasmissione su RaiDue, ha rimarcato che l’atteggiamento dell’Italia di fronte all’alluvione dimostra che «il Veneto è considerato ancora una colonia, l’ultima provincia dell’impero».

E sempre Zaia ha spiegato di non aver ancora abbandonato l’ipotesi della protesta fiscale: «La Regione può definirsi sostituto d’imposta e trattenere quel miliardo di euro che ci serve, non mi sembra deleterio». Ma, ha ammonito il presidente, «nessuno dica che sono bazzecole» i 300 milioni stanziati dal governo. A questo proposito, Berlusconi di ritorno da Seul dovrebbe firmare oggi anche l’ordinanza relativa ai finanziamenti destinati al Veneto colpito dal maltempo. Incontrando ieri pomeriggio una platea di imprenditori messi in ginocchio dalle acque del Bacchiglione, a Bovolenta (Padova), il ministro Sacconi aveva assicurato: «I fondi saranno distribuiti previa presentazione di una autocertificazione accompagnata da una perizia dei danni. Non si agirà su base di area, ma caso per caso. Credo che le pratiche per l’individuazione delle persone fisiche e giuridiche danneggiate si possano fare in 15 giorni, poi scatteranno i risarcimenti». Quindi entro Natale al più tardi, secondo le parole del ministro, dovrebbero arrivare i soldi veri. Ma c’è chi chiede uno sforzo maggiore al governo. Come la Cisl del Veneto, che ipotizza una detraibilità immediata e totale dalle imposte delle spese sostenute per le ristrutturazioni di infissi e muri delle case danneggiate: «L’Agenzia delle Entrate - è la richiesta - emani una circolare dove si interpreta e precisa che sono detraibili anche lavori (oggi considerati "ordinari" e quindi non detraibili) come la dipintura e la sostituzione degli infissi, svolti nelle case danneggiate nelle aree colpite dalla calamità naturale». "

venerdì 12 novembre 2010

Speranzon in Regione: vertice urgente sul controllo delle piene





MOTTA DI LIVENZA. In Regione per sollecitare l'avvio degli interventi per la messa in sicurezza per l'intero territorio solcato da Livenza e Monticano. Non ha perso tempo il sindaco di Motta Paolo Speranzon che ieri mattina si recato a Venezia per fare il punto della situazione e chiedere una visita urgente degli assessori preposti alla sicurezza del territorio. Una ricognizione che dovrebbe chiudersi con un incontro con tutti i sindaci del comprensorio, a caccia di risposte certe. «L'emergenza della scorsa settimana ha dimostrato che non è più tempo di attese - precisa Speranzon, che è anche assessore allo sport della Provincia di Treviso - dobbiamo avere risposte precise su tempi e modalità degli interventi di salvaguardia del territorio. Non possiamo essere a rischio ogni volta che piove per alcuni giorni di seguito». Di qui la richiesta di incontrare gli assessori regionali che hanno competenza su ambiente e programmazione territoriale, per verificare a che punto siano gli iter di realizzazione delle infrastrutture, molte delle quali sono oggetto di discussione da decenni senza che si siano portati a termine i principali progetti di salvaguardia. «La nostra, essendo stretta tra i fiumi Livenza e Monticano, è un po' una città simbolo del territorio - sottolinea il primo cittadino mottense - per questo raduneremo a Motta assessori e tecnici con tutti i sindaci del territorio. Crediamo sia tempo di ottenere risposte certe per la sicurezza di tutti». (b.b.)
11 novembre 2010
(Titolo articolo e immagine della Tribuna di Treviso)

mercoledì 10 novembre 2010

La discarica nell'area golenale del Noncello


Cosa succede agli affluenti della Livenza in Friuli?
Interessante la Relazione della Protezione Civile del Friuli in merito AGLI EVENTI ALLUVIONALI NELL’AREA PORDENONESE DEL NOVEMBRE 2002.
Si scopre dalla relazione che sono state fatte diverse costruzioni in aree golenali e in particolare un'ampia zona dell'area golenale del Noncello è occupata dalla discarica della città di Pordenone.
(vedi foto).




Per saperne di più:
http://www.protezionecivile.fvg.it/ProtCiv/GetDoc.aspx/71/gli_eventi_alluvionali_nellarea_pordenonese_del_novembre_2002_cartografia_di_e.pdf

Graziano Panighel

lunedì 8 novembre 2010

Aiutiamo gli alluvionati

Segnaliamo il conto corrente per gli aiuti istituito dalla Regione del Veneto per aiutare gli alluvionati:

Intestazione: Emergenza Maltempo in Veneto - Novembre 2010
Banca: Unicredit Banca
Iban: IT 62 D 02008 02017 000101116078

Le operazioni di versamento o bonifico effettuate presso Unicredit saranno esenti da spese o commissioni. Rimane a cura degli altri Istituti di Credito aderire o meno all’esenzione per i propri correntisti che vorranno partecipare all’iniziativa

Dov'è la Vittoria?

L'inno d'Italia recita :
"... Dov'è la Vittoria?
Le porga la chioma,
che schiava di Roma
Iddio la creò. "

Vista la quasi assoluta assenza nei media nazionali e nelle TV nazionali delle notizie in merito alla calamità che ha colpito il Veneto viene da pensare che la Vittoria di Roma sia il Veneto schiavo.
Questa convinzione è rafforzata poi dalle dichiarazioni di Casini ( Veneti così imparate a non votare più Lega) e dall'insofferenza di Fini nei confronti dei Veneti che votano Lega. La Tulliani ( Compagna di fini con fratello che ha una casetta a Montecarlo acquistata a buon prezzo) del resto è finalmente contenta ed è questo, forse, quello che conta per Fini.

CENA DELLA SEZIONE MOTTENSE

venerdì 5 novembre 2010

La sicurezza della Livenza - 1966-2010 quarantaquattro anni di cose fatte e non fatte

Il Meduna, è un fiume del Friuli-Venezia Giulia, principale affluente del fiume Livenza, nel quale confluisce nella bassa pianura pordenonese, dopo aver ricevuto le acque dei fiumi Cellina e Noncello.
E’ il fiume Meduna la principale causa dell'alluvione del 1966 a Motta di Livenza.

Per mettere in sicurezza il nostro territorio dal rischio alluvione è necessario essere in grado di trattenere a monte 100 milioni di metri cubi d’acqua. Per ottenere questo risultato, a seguito dell'alluvione del 1966, sono stati individuati fin dal 1974 principalmente tre interventi : una diga sul Cellina , una diga sul Meduna e il bacino del Pra dei Gai .

La diga sul Cellina è stata costruita ( diga di Ravedis) mentre la diga sul Meduna è rimasta un’ipotesi. Il Bacino del Pra dei Gai ha avuto una prima progettazione negli anno 80, poi il progetto è stato ripreso dopo l’evento del 2002 e risulta parzialmente finanziato per 40 milioni. La parte Friulana ha ostacolato di fatto la realizzazione dell’opera che attualmente si trova in una situazione di stallo.

Inoltre dopo la piena del 1966 sono stati, negli anni 70 innalzati gli argini, dopo la piena del 2002 sono stati ulteriormente rinforzati e ricalibrati ( in pratica livellati portandoli al punto più alto) gli argini del Meduna (che si trova in Friuli) e parzialmente rinforzati ( solo alcuni tratti che avevano dimostrato particolari criticità ) gli argini della Livenza per la parte veneta. L’entità dei lavori fatti in Friuli rispetto a quelli fatti in Veneto ha certamente spostato il rischio di esondazione in prevalenza sul Veneto . Non solo ma le gestione ( quando e quanta acqua trattenere/rilasciare) della diga di Ravedis è “friulana” e ciò comporta che non ci siano adeguate garanzie per un uso che tenga conto delle esigenze del nostro territorio.
E’ evidente che la piena del 2002 e la piena del 2010 sono l’ulteriore dimostrazione che le opere già individuate devono essere realizzate. L’opera più importante deve essere fatta per altro in Friuli che fino ad oggi ( e sono passati più di 35 anni) non ha mostrato un concreto interesse a realizzarla. E’ necessario poi, fra l’altro, che venga fatta una corretta manutenzione dell’alveo del fiume eliminando le criticità dovute alla presenza degli alberi che frenano il deflusso dell’acqua del fiume in piena . In ultima bisogna anche eliminare le nutrie che hanno già provocato danni agli argini del Monticano e che potrebbero danneggiare anche gli argini del Livenza.

Penso che a questo punto lo Stato Italiano debba imporre alla regione Friuli un figura istituzionale che abbia risorse per realizzare le opere e il potere per imporle.

In assenza e in attesa (che deve essere la più breve possibile) degli interventi risolutivi è però inaccettabile pensare di far scegliere al fiume dove allagare. Non è pensabile che venga allagata la Città di Motta o la sua area industriale o anche altri centri abitati con danni di centinaia di milioni di euro e con conseguenze irreversibili che andrebbero a compromettere il futuro della città . A tavolino deve essere deciso dove , in caso di necessità , il fiume deve allagare scegliendo così il male minore . Deve essere inoltre quantificato in via previsionale il danno e accantonata da subito la somma necessaria per indennizzare adeguatamente chi subisce l’esondazione “pilotata” .


Graziano Panighel

mercoledì 3 novembre 2010

La piena della Livenza - 02/03/04 novembre 2010

LIVELLO MASSIMO DELLA PIENA DEL 2002 A MOTTA Metri 7,49

LIVELLO MASSIMO DELLA PIENA DEL 2010 A MOTTA Metri 7,84

LIVELLO DELLA PIENA DEL 2010 GIORNO 4 NOVEMBRE ORE 17.00 Metri 5,93

Si prevede che alle ore 22,00 possa scendere sotto Metri 5,50. A questa quota cessa il servizio di vigilanza essendo quasi azzerato il rischio di rottura degli argini.


Per ulteriori Informazioni:

http://www.mottadilivenza.net

http://www.lacastella.it/blog/