
La Tribuna - 24.02.2011
Sicurezza del Livenza: summit Veneto-Friuli
Manzato accusa Ciriani: «Serve subito il bacino dei Pra' dei Gai, salva le vite umane»
di Barbara Battistella
MOTTA DI LIVENZA. E' stato fissato l'incontro tra l'assessore regionale all'ambiente Maurizio Conte ed il vicepresidente della Regione Friuli Luca Ciriani. Intanto le affermazioni di quest'ultimo, contrario alla realizzazione del bacino di espansione dei Pra' dei Gai, hanno scatenato Franco Manzato che afferma «sono dichiarazioni gravi, perché sono in ballo vite umane». Le sorti del Livenza sono terreno di scontro tra le due Regioni da quando, a inizio novembre, l'emergenza idrogeologica ha messo davvero paura alle popolazioni rivierasche. L'eccezionale piena, con livelli superiori a quelli dell'alluvione del 1966, ha fatto emergere una netta mancanza di dialogo tra monte e valle sulla gestione del fiume. Dalla sponda veneta si è levato ancora l'appello a realizzare le opere delle quali si parla da quarant'anni: diga di Ravedis, traversa di Colle e casse di espansione dei Pra' dei Gai. In ballo un intero territorio che rischia di finire sott'acqua appena piove più del normale. Nei giorni scorsi Ciriani ha dichiarato, facendo eco ai sindaci friulani, di essere contrario all'opera che metterebbe al sicuro i comuni veneti di Treviso e Venezia, evitando il confronto con il versante trevigiano. Questo ha fatto sbottare Franco Manzato, opitergino e assessore veneto all'agricoltura. «Sono pronto a scendere in campo a fianco dei sindaci per la realizzazione delle opere necessarie - dichiara - non siamo di fronte semplicemente a interventi utili alla salvaguardia ambientale, ma si tratta di prevenire rischi di vite umane. Spero non sia vero quanto hanno detto da certi esponenti friulani, ma i loro nomi rimangono agli atti e se dovesse accadere qualche cosa prima che le opere siano realizzate, andremo a chiedere conto direttamente a loro». «Quando ci sono persone che rischiano - precisa Manzato - non si può utilizzare il confine come limite delle responsabilità. Stiamo denunciando oggi quello che può accadere in futuro se non si interviene presto e in maniera coordinata». Questo l'obiettivo dell'incontro che, non senza difficoltà, l'assessore veneto Maurizio Conte è riuscito a fissare con il collega Ciriani. «Fino ad oggi il Friuli è stato piuttosto latitante su una serie di questioni - precisa Conte - ad esempio è essenziale avere i dati della portata d'acqua a monte per coordinare gli interventi a valle in caso di piena. Pensare di non risolvere il problema a monte incide sulla sicurezza di tutto il territorio a valle e ognuno deve prendersi le proprie responsabilità». «Serve coordinamento e collaborazione - sottolinea l'assessore veneto - speriamo in una convergenza soprattutto in materia di interventi perché la sicurezza idrogeologica è essenziale per il territorio e per i cittadini». «Deve essere chiaro come la priorità è la salvaguardia delle vite umane - chiude Manzato - gli amministratori non devono interessarsi solo del consenso, ma garantire che le loro scelte abbiano ricadute positive su tutti, in particolare quando si tratta di sicurezza. Ribadisco che le ultime emergenze hanno dimostrato come sia mancato pochissimo perché si arrivasse alla tragedia. Non vorremmo che in futuro qualcuno dovesse pentirsi dei rischi e dei danni provocati a chi non era in grado di decidere sulla propria sicurezza».
24 febbraio 2011
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