
Conferenza stampa presentazione Federalismo municipale →
1.FEDERALISMO DEMANIALE
(D. LGS. N. 85 del 2010)
Sviluppa la valorizzazione del
patrimonio pubblico, attribuendo i
beni ai territori dove questi si
trovano: è un’importante
opportunità per rivedere e per
potenziare le possibilità di utilizzo
di un patrimonio spesso, specie
nel passato, trascurato o messo a
reddito in maniera inadeguata.
Senza aggiungere nuove tasse, si
potranno recuperare risorse dalla
valorizzazione di beni prima
improduttivi.
2.FABBISOGNI STANDARD
ENTI LOCALI (D. LGS. N.
216/2010)
I “Fabbisogni Standard” sono il
costo efficiente di un servizio.
Sostituiscono la “spesa storica”,
espediente per finanziare anche
l’inefficienza. Più spendevi e più
eri premiato. Li sta determinando
la Società per gli studi di settore-
Sose. Saranno pubblicati sul sito
web di ogni Ente Locale, tra il
2011 e il 2013. I cittadini potranno
controllarne il rispetto. Spesa più
razionale = meno sprechi e meno
tasse.
3.ROMA CAPITALE (D. LGS. N.
219/2010)
Il decreto, attuativo della delega
contenuta nella legge sul
federalismo fiscale, configura
l’ordinamento provvisorio di
Roma capitale, in attesa
dell’attuazione della disciplina
delle città metropolitane. Nasce,
dunque, in luogo del comune di
Roma, l'ente territoriale “Roma
capitale”, di cui sono disciplinati
gli organi di governo: Assemblea
capitolina, Giunta capitolina e
Sindaco.
4.FISCO MUNICIPALE (D. LGS.
APPROVATO OGGI). 1
Si passa dalla finanza derivata a
quella autonoma, sostituendo
oltre 11 MLD di trasferimenti
statali annui - assegnati in base
al criterio irrazionale della spesa
storica - con tributi propri e
compartecipazioni. Si riforma così
la finanza locale alimentata, oltre
che dai trasferimenti, da ben 18
fonti di gettito (dall’Ici alla “tassa
sull’ombra”). Vengono eliminate o
accorpate ben 10 delle 18 attuali
forme impositive. Le imposte
locali diventano “tracciabili”.
4.FISCO MUNICIPALE (D. LGS.
APPROVATO OGGI). 2
Dal 2014, alcuni tributi statali
sono assorbiti nelle imposte
municipali propria e secondaria,
senza aggravio per il
contribuente. Il decreto sul fisco
comunale riduce però anche le
altre imposte: con la cedolare
secca l’imposizione sui redditi da
affitto passa al 19% e al 21%,
rispetto a un’aliquota che oggi
può superare il 40%. Le imposte
sui trasferimenti immobiliari
vengono ridotte dell’1%.
4.FISCO MUNICIPALE (D. LGS.
APPROVATO OGGI). 3
Il decreto non introduce nuove
imposte. L’addizionale comunale
all’Irpef, di cui il decreto sul fisco
comunale dispone
semplicemente lo sblocco
graduale dello 0,2%, è stata
introdotta nel 1998 dal I Governo
Prodi, con aliquota allo 0,5%, e
poi portata, con la finanziaria
2007, allo 0,8% dal II Governo
Prodi. Lo stesso vale per
l’imposta di scopo, introdotta nel
2007. L’imposta di soggiorno
deriva dalla riforma costituzionale
del 2001 (v. Corte cost. sent. n.
102 del 2008)
4.FISCO MUNICIPALE (D. LGS.
APPROVATO OGGI). 4
Fondamentale è il raccordo con i
fabbisogni standard. Prima un
Sindaco poteva facilmente
aumentare l’addizionale Irpef e il
criterio della spesa storica non
consentiva alcun controllo agli
elettori. Già da fine 2011 un
Sindaco che spende più dei nuovi
fabbisogni standard non potrà
facilmente aumentare
l’addizionale comunale. Tutti
potranno vedere e valutare le
spese sul sito web del Comune.
Si afferma il controllo del cittadino
sulla spesa inefficiente: vedopago-
voto.
4.FISCO MUNICIPALE (D. LGS.
APPROVATO OGGI). 5
I Comuni avranno accesso
all’anagrafe tributaria, al catasto
elettronico, e ad altre informazioni
utili a fare emergere l’evasione
sugli immobili. Tratterranno da
subito il 50% dell’extra gettito
prodotto. Con i risultati della lotta
all’evasione potranno costruire
asili o scuole. Lo stesso vale per
le “case fantasma” (gli immobili
mai accatastati). Le
sperimentazioni di collaborazione
tra Comuni e Agenzia delle
Entrate hanno dato risultati
eclatanti, ad es. un proprietario di
8 case che non presentava
dichiarazione dei redditi.
5. Autonomia fiscale degli altri
enti territoriali (d. lgs. in itinere)
Vantaggi fiscali per i contribuenti:
L’IRAP potrà essere azzerata.
L’addizionale Irpef regionale
potrà tener conto dei figli a carico.
La compartecipazione IVA sarà
legata al riscosso sul territorio e
non più, come oggi, ai consumi
Istat che premiano chi evade.
Costi standard della sanità: forte
solidarietà, ma evidenza degli
sprechi che oggi costringono a
penose migrazioni sanitarie.
Viene scritta la parola “fine” sui
ripiani statali del passato, a spese
di tutti i contribuenti italiani (es.
quello di ben 12 MLD attuato dal
Governo Prodi nel 2007).
6. Perequazione infrastrutturale
(d. lgs. in itinere)
In coerenza con il Piano Sud è
diretto a rimuovere gli squilibri
economici e sociali del Paese,
superando i gravi ritardi
nell’utilizzo dei fondi comunitari.
Finanzia grandi progetti
infrastrutturali. Si effettua – non
era mai stata fatta prima - una
ricognizione completa dei deficit
infrastrutturali. E’ fondamentale
per individuare gli interventi
necessari e evitare la dispersione
di risorse in mille rivoli e interventi
inutili o spesso solo clientelari.
7. Armonizzazione dei bilanci
(d. lgs. in itinere)
Nel 2008 la contabilità della
sanità della Calabria si è rivelata
completamente inattendibile.
Alcuni Presidenti di Regione
hanno impiegato mesi per
calcolare il vero deficit ereditato
dalla gestione precedente. Il
decreto permetterà finalmente
disporre di bilanci pubblici
omogenei, elaborati con le stesse
metodologie contabili. I bilanci
saranno pubblicati in modo
comprensibile a tutti su internet,
permettendo veri confronti.
8. Premi e sanzioni (d. lgs. in
itinere)
Introduce premi per i virtuosi e
sanzioni per gli inefficienti. Tra
queste il “fallimento politico” per
chi dissesta un ente locale: se la
Corte dei Conti accerta la
responsabilità del politico scatta l’
ineleggibilità per 10 anni ad ogni
carica elettiva. Riguarda anche il
Presidente di Regione che viola
piani di rientro sulla sanità e porta
per 2 anni al massimo
l’addizionale Irpef (3%). Il suo
partito subisce il taglio del 30%
del finanziamento pubblico.
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