martedì 22 febbraio 2011

L'OSPEDALE DI MOTTA RISPARMIA 1,5 MILIONI DI TASSE

Articolo tratto da Oggi Treviso
Link:http://www.oggitreviso.it/lospedale-di-motta-risparmia-15-milioni-di-tasse-33233
MOTTA DI LIVENZA - L’Ospedale Riabilitativo di Alta Specializzazione di Motta di Livenza è, di fatto, un ente ospedaliero operante nell’ambito della rete ospedaliera pubblica del Servizio sanitario nazionale.

Questo, in sintesi, il pronunciamento della Direzione regionale del Veneto dell’Agenzia delle entrate dopo l’istanza presentata un anno fa dalla Società pubblico-privata –azionista di maggioranza la ULSS9 Treviso- che gestisce il nosocomio mottense.

“Conseguenza diretta” dice il direttore generale Alberto Prandin (nella foto) “è la riduzione del 50% dell’imposta sul reddito delle società, l’Ires, prevista dall’art. 6 del DPR 601/1973, che ci dà diritto a un rimborso fiscale di circa un milione e mezzo di euro, in quanto l’Unico 2010 era stato presentato in base alla vecchia aliquota”.

“La società istante” si legge nella risposta dell’Agenzia delle entrate, che così modifica un primo orientamento negativo dopo l’acquisizione di nuovi elementi ricevuti dalla propria Direzione centrale normativa, “perseguendo l’eccellenza in ambito riabilitativo e proponendosi come punto di riferimento per l’utenza locale, regionale e nazionale, svolge attualmente le originarie attività degli enti ospedalieri e soddisfa le stesse finalità pubbliche che all’epoca connotavano gli stessi”.

In altre parole, l’Ospedale è soggetto a una serie di vincoli di carattere pubblicistico che ne fanno, nella sostanza, un soggetto pubblico, sia pure dotato di una formula gestionale privata “in grado di ridurre il fabbisogno finanziario pubblico e di realizzare la riduzione nei costi attraverso l’adozione di formule organizzative più funzionali, secondo criteri di efficacia ed efficienza”.

Tali vincoli sono individuati innanzitutto nella necessaria e preventiva adozione del programma da parte della Regione, e poi nelle limitazioni prescritte dalla legge rivolte a circoscrivere i diritti patrimoniali e amministrativi del partner privato, che non può acquisire più del 49% delle azioni, è soggetto a restrizioni nella alienazione delle partecipazioni e persino a deroghe alla disciplina del codice civile in caso di risoluzione.

“La formula dell’ORAS, derivante da una lungimirante intuizione della Regione Veneto” sostiene Prandin “si rivela ancora una volta vincente: oltre a produrre positivi risultati economici, in costante crescita dal 2006, consente di erogare sul territorio servizi di eccellenza unanimemente riconosciuti e, ora, di reinvestire, a vantaggio dello stesso territorio, gli utili derivanti da una minore tassazione.

Ci proponiamo, infatti, di utilizzare le nuove disponibilità finanziarie per l’acquisto di attrezzature cliniche d’avanguardia e per migliorie della struttura. Un federalismo di fatto, in linea con gli orientamenti della nuova sanità regionale e nazionale”.

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