sabato 5 febbraio 2011

OSSERVAZIONI al “Piano delle azioni e degli interventi di mitigazione del rischio idraulico e geologico”

La Regione Veneto ha predisposto la bozza del “Piano delle azioni e degli interventi di mitigazione del rischio idraulico e geologico” in merito al quale l'amministrazione comunale di Motta di Livenza, sentita anche la Commissione consiliare per il rischio idraulico, ha espresso alcune osservazioni.
Sinteticamente queste riguardano:
• lo spostamento degli interventi previsti per l'eliminazione degli stati di criticità dei corpi arginali nel contesto dei lavori di somma urgenza da effettuare per un importo stimato di 15 – 20 milioni di euro;
• la gestione dei serbatoi montani per i quali è stata richiesta trasparenza e disponibilità dei dati idrometrici e di scarico, un'azione diretta da parte della Regione Veneto nella gestione dei serbatoi durante gli eventi di piena;
• la richiesta di accelerazione nella realizzazione della cassa di espansione del Prà dei Gai, procedendo fin da subito con una realizzazione per stralci utilizzando le risorse già disponibili, e di definizione del finanziamento di quelle mancanti;
• la richiesta di formazione di un tavolo istituzionale con la Regione Friuli Venezia Giulia per la programmazione della traversa di Colle, opera fondamentale di mitigazione del rischio idraulico;
• la richiesta di ricondurre le competenze del bacino idraulico di un fiume ad un unico organismo gestionale.

Il documento integrale:
Evento alluvionale 31 ottobre – 2 novembre 2010
PIANO DELLE AZIONI E DEGLI INTERVENTI DI MITIGAZIONE DEL RISCHIO IDRAULICO E GEOLOGICO
DELLA REGIONE VENETO
predisposto ai sensi dell'art. 1 comma 3 lettera g) dell'ordinanza
n. 3906 del 13 novembre 2010

OSSERVAZIONI
Del Comune di Motta di Livenza
1 Premesse
Il territorio comunale è geomorfologicamente e profondamente caratterizzato dall'attraversamento dei due fiumi Monticano e Livenza il cui sviluppo arginale (36 km), insieme alla doppia struttura parallela stradale (S.R. 53 Postumia) e ferroviaria (linea Treviso - Motta – Portogruaro), racchiude la città in un catino naturale la cui depressione media, rispetto alle sommità arginali, è di 4 m.
L'esondazione di uno dei due fiumi porterebbe, quindi, altezze comprese tra i 3 ed i 4 m con punte di 5m e permanenza dell'acqua nell'ordine della settimana.
L'attualizzazione dei danni subiti nel 1966, con configurazione socio-economica nettamente inferiore, porta ad importi di circa 7 miliardi di euro.
I sempre più frequenti eventi di piena e l'esaurimento del periodo statistico del tempo di ritorno della piena del 1966 inducono a giuste richieste di risposta alle problematiche rimaste irrisolte da oltre 44 anni.
2 L'evento di piena del 31 ottobre – 2 Novembre 2010
L'evento di piena de primi di novembre u.s. ha messo in luce ancor di più la fragilità delle difese arginali nel territorio. Il livello di massima piena nel 2002 a Motta di Livenza è stato di 7,49 m, quello del 2010 è arrivato a 7,84 m (massimo storico).
I fontanazzi ed i fenomeni di filtrazione diffusa ai piedi degli argini si sono manifestati lungo le estese aree non oggetto di rinforzo nel periodo 2002 – 2010, segno che tali interventi erano necessari ed hanno dato un riscontro positivo.
Le depressioni delle sommità arginali, in particolare del Monticano, hanno fatto si che il livello idrometrico ha superato la sommità e l'acqua è stata contenuta in alveo dalle sacchettate sommitali realizzate.
Il periodo prolungato di altezza idrometrica al di sopra del livello di guardia (5,25 m) ha portato al limite la resistenza strutturale degli argini.
L'evacuazione dell'ospedale, della casa di riposo, la chiusura delle scuole, l'abbandono della città di parte della popolazione e l'invito alla chiusura delle attività produttive possono rendere l'idea della situazione in quei giorni.
3 Il Piano delle azioni e degli interventi di mitigazione del rischio idraulico e geologico.
Nella seduta del 19 01 2011 presso la sede della Provincia di Treviso è stato sinteticamente illustrato il Piano a titolo.
E' stata richiamata la proroga di un anno delle norme di salvaguardia del PAIL: è speranza e volontà dell'Amministrazione che le limitazioni/regole sull'utilizzo del territorio siano accompagnate dalla realizzazione delle opere necessarie alla riduzione del rischio idraulico e geologico. La classificazione, in alcune aree molto pesante, del territorio trova leggitimità solo se legata alle azioni di governo degli eventi idrogeologici.
I dati esposti dai tecnici dell'Autorità di Bacino relativamente ai serbatoi montani non sono rassicuranti. Per quanto concerne i serbatoi nel bacino del Meduna ci è stato comunicato che la capacità di laminazione non è stata uniforme (all'inizio dell'evento piovoso Cà Zul era al limite di salvaguardia e Ponte Racli era già pieno). Per quanto concerne il bacino del Cellina le comunicazioni sono state ancor peggiori in quanto il bacino di Ravedis (finanziato e realizzato per scopi irrigui e di laminazione delle piene) non ha laminato nulla, nonostante ci fossero disponibili 15 milioni di mc di invaso, a causa della presenza di un cantiere a valle della diga.
Stante che:
• il livello idrometrico del Livenza a Motta di Livenza ha raggiunto il suo massimo storico con ben 35 cm in più rispetto all'evento del 2002;
• lungo il Monticano all'altezza del ponte di Redigole, il livello ha superato la sommità arginale rimanendo confinato solamente dalle sacchettate di sabbia realizzate;
ci si chiede quale sia la logica di gestione degli invasi esistenti.
Sia durante la presentazione del Piano sia sull'elaborato in bozza consegnato, si fa richiamo ai riferimenti cartografici 1 e 2 ed alla tabella “LIVENZA” che non sono però state rimesse, al pari dei risultati della simulazione idraulica dell'evento (portate transitanti e livelli idrometrici) necessari sia per l'ubicazione degli interventi previsti e proposti sia per la comprensione ed una verifica sommaria dell'evento vissuto.
Sono stati indicati sommariamente come interventi di somma urgenza nel bacino del Livenza la diaframmatura degli argini da Tremeacque fino quasi al mare.
4 Osservazioni al Piano
Da quanto sinteticamente esposto in precedenza si presentano le seguenti osservazioni:
• in merito agli “interventi sull'asta fluviale per il ripristino dell'assetto morfologico, eliminazione degli stati di criticità dei corpi arginali, comprese le indagini preliminari”:
• siano ricompresi ed evidenziati gli interventi di diaframmatura indicati durante la presentazione e sia considerata di somma urgenza la ricalibratura delle sommità arginali con eliminazione delle depressioni come rilevate durante l'emergenza e confermate con rilievo topografico consegnato all'ufficio del Genio Civile di Treviso (fiume Monticano argine destro e sinistro in corrispondenza del ponte di Redigole, fiume Livenza argine destro in località Croce, ecc.) e la diaframmatura dei rilevati arginali fatiscenti ed oggetto di sifonamento e filtrazione (fiume Monticano argine destro tra confluenza con Livenza e ponte di Redigole, fiume Livenza argine destro in località Saccon di S. Giovanni, a monte del Ponte sulla SR. 53, a monte della diaframmatura esistente in Via Contarina – Via Albano Capoluogo, a monte ed a valle del centro della frazione di Villanova, argine sinistro a monte del ponte sulla S.R. 53 sino al località “Paeseo” in via Riva Livenza, ecc) per un importo non inferiore a 15-20 milioni di euro;
• procedere alla pulizia dell'alveo ed al taglio selettivo della vegetazione che impediscono il regolare deflusso dell'acqua durante le piene e che costituiscono punti di innesco per frane arginali;
• regolamentare una possibile manutenzione ordinaria della vegetazione anche da parte dei cittadini senza dover sottostare a iter autorizzativi impossibili ed evitare così le onerose spese di manutenzione straordinaria post piena;
• ripristinare la chiavica in destra Malgher a monte della cascata di Corbolone che a tutt'oggi manca;
• in merito alla gestione dei serbatoi montani esistenti si chiede di:
• far fissare un tempogramma per le operazioni di collaudo della diga di Ravedis che si protraggono da un tempo oramai non più compatibile con la frequenza degli eventi di piena;
• stilare entro 6 mesi, e portato a conoscenza di tutti, un protocollo di gestione degli svasi e dei livelli nel periodo delle piene, ottobre – gennaio. Tale protocollo è opportuno sia esclusivamente legato alla salvaguardia del territorio a valle ed è particolarmente necessario per il bacino di Ravedis costruito a tal fine. Nonostante i serbatoi siano in Regione Friuli Venezia Giulia, dalla loro gestione dipende la salvaguardia dei territori a valle in Regione Veneto e per tale motivo si ritiene che quest'ultima debba essere protagonista nella loro conduzione;
• rendere prontamente disponibili e fruibili a tutti i cittadini od almeno alle autorità di Protezione Civile i dati dei livelli idrometrici dei serbatoi montani e delle portate scaricate; dalla loro conoscenza dipende la gestione dell'emergenza a valle;
• in merito alla regolazione della cassa di espansione del Prà dei Gai si richiede la sua realizzazione nel più breve tempo possibile accelerando l'iter e procedendo fin da subito con una realizzazione per stralci utilizzando le risorse già disponibili ed andando a definire il finanziamento di quelle mancanti (35 milioni di euro);
• in merito alla terza grande opera mancante (traversa di Colle), prevista dalla Commissione De Marchi e ripresa dal P.A.I.L., si chiede venga formato un tavolo istituzionale tra le due Regioni coinvolte, definendo la programmazione della fondamentale opera di mitigazione del rischio idraulico;
• in merito alle casse di espansione lungo il corso del fiume Monticano si chiede venga dato seguito alla progettazione esistente ed alla realizzazione delle opere.
• si chiede di valutare l'opportunità di richiedere ed operare per ricondurre le competenze del bacino idraulico di un fiume ad un unico organismo gestionale.
Si allegano alle presenti osservazioni:
• rilievo topografico delle quote arginali e dei tiranti idrici piena 1 – 4 novembre 2010 nel territorio di Motta di Livenza;
• rilievo dei fenomeni di filtrazione e tracimazione evento di piena 1 – 4 novembre 2010 nel territorio di Motta di Livenza.
Con osservanza

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